fondazione mario del monte per la sostenibilità del territorio modenense

Una questione di legalità - 2ª edizione

Martedì 27 marzo ore 15.30 presso la Camera di commercio si è tenuta la presentazione della seconda edizione della ricerca sulle società cooperative del settore autotrasporto, facchinaggio e logistica di Modena

La Fondazione Mario Del Monte e il Coordinamento modenese dell’Alleanza delle Cooperative Italiane (costituito da AGCI, Confcooperative Modena e Legacoop Estense), con il contributo delle Camere di Commercio di Modena e Ferrara, hanno realizzato una seconda indagine sulle cooperative del settore autotrasporto, facchinaggio e logistica delle Provincie di Modena e Ferrara. L’intento è contribuire in termini di analisi e proposte ad affrontare i problemi che toccano questo settore, anche di recente protagonista della cronaca sui nostri territori.

L’indagine segue quella svolta nel 2014, che già aveva evidenziato una situazione di irregolarità diffusa e che aveva contribuito a unire tutti gli attori del territorio – amministratori pubblici, mondo delle imprese, associazioni di rappresentanza e parti sociali – nel sostegno alla campagna nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane per la promozione di una legge di iniziativa popolare orientata a contrastare il fenomeno delle false cooperative e dei committenti che irresponsabilmente si affidano ad esse. Forte di oltre 100.000 firme raccolte, la proposta di legge è stata depositata in Parlamento e parzialmente discussa, per poi fermarsi a causa del termine della legislatura. Solo alcune delle norme previste sono state accolte nella Legge di Bilancio 2018.

 Lo scopo della ricerca odierna è verificare che cosa sia cambiato a distanza di quattro anni e aprire un confronto con tutti i soggetti interessati per individuare, ove necessario, modalità di controllo e intervento più efficaci. E’ evidente che l’esistenza di cooperative false o spurie, così come lo sfruttamento dei lavoratori, oltre che compromettere la reputazione delle imprese cooperative vere, determina una situazione oggettiva di illegalità e concorrenza sleale. L’indagine ha preso in esame i dati del Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio di Modena e Ferrara, e ha analizzato i bilanci di un campione di imprese cooperative, confrontandoli con quelli della precedente indagine e con quelli delle associate ad una o più Centrali cooperative.

 Le imprese del settore, fra Modena e Ferrara, sono 2.267 con 18.110 occupati di cui 361 cooperative (15,9%) con 10.501 occupati (57,9%).Di queste solo 25 sono associate a una delle Associazioni di rappresentanza. Il campione esaminato riguarda 182 cooperative non associate; il 30% di queste è localizzato nella Zona di Vignola.

 I DATI PIÙ SIGNIFICATIVI

Dall’analisi effettuata emerge una situazione fortemente preoccupante, che sostanzialmente conferma i dati negativi del 2014, e in alcuni casi presenta elementi di peggioramento.

 

Bilanci e Controlli

Il 49% delle imprese non ha depositato il Bilancio 2016; il 13% non l’ha mai depositato e il 10% non lo deposita da almeno 3 anni.

Solo il 7% delle imprese ha indicato di avere un organo di controllo - collegio sindacale o revisore legale; era il 10% nel 2014. Va però specificato che l’art. 2543 c.c. prevede l’obbligo della nomina dell’organo di controllo in una società cooperativa solo in alcune ipotesi, non ricorrendo le quali nessuna società cooperativa è obbligata alla nomina dell’organo di controllo.

Diverso invece il discorso sulla revisione cooperativa, finalizzata all’accertamento dei requisiti mutualistici: la legge (D.Lgs. 220 del 2/8/2002) prevede che, in caso di imprese non associate ad alcuna Centrale cooperativa, la revisione venga effettuata ogni due anni - una volta all’anno per alcune tipologie di enti cooperativi – a cura del Ministero per lo Sviluppo economico tramite propri dipendenti, oppure revisori dipendenti di altri Ministeri o Amministrazioni su convenzione. Ebbene, l’elemento di stranezza è che delle 182 cooperative campione nessuna fornisce informazioni in materia.

Il 68% ha l’amministratore unico (era il 63% nel 2014), di cui il 46% di origine straniera, e il 70% non ha indicato il numero dei soci.

 

Fatturato

Le cooperative campione registrano un aumento del fatturato del 25% - segno che la committenza si rivolge sempre più spesso a queste realtà - ma a questo non corrisponde un aumento proporzionale della marginalità; nelle cooperative associate il trend è opposto. Nel facchinaggio, per esempio, la redditività del campione è inferiore del 70% a quella delle cooperative aderenti. Un dato che suona come campanello dall’allarme rispetto ad ipotesi di illecita intermediazione di manodopera.

 

Capitale

Un dato preoccupante viene dal patrimonio netto, che risulta negativo per il 21% delle imprese campione. Nella media del campione il patrimonio netto corrisponde al 70% del capitale sociale (era il 33% nel 2014), in alcuni casi addirittura coincide. Un dato molto particolare, e peggiorativo rispetto alla prima indagine, in quanto le cooperative devono per legge destinare almeno il 30% a riserva indivisibile (e quindi a patrimonio).

 

Buste paga

Dal confronto fra le buste paga di cooperative associate e cooperative non associate appare evidente l’uso distorto di voci come Premi individuali, Diaria e Trasferta/trasferta Italia.

Nella gran parte dei casi si tratta di elementi fittizi, utilizzati per generare o giustificare una certa retribuzione netta (nel migliore dei casi) o più prettamente per evadere/eludere le normative fiscali e contributive, andando a mascherare spesso forfettariamente le voci retributive alle reali prestazioni lavorative e agli orari di lavoro effettivamente prestati (in particolare gli straordinari).

Tali meccanismi occultano un sommerso implicito, una economia informale nei fatti che crea danno all’individuo e alla collettività. E’ evidente infatti il danno conseguente in termini contributivi e fiscali: minore contribuzione agli enti previdenziali e minore gettito alla Fiscalità generale.

Per il singolo lavoratore, poi, minore contribuzione significa pensione più povera, con conseguente aumento del disagio sociale e presumibile richiesta di servizi futuri in termini di welfare e/o sostegno al reddito. Inoltre si configura il rischio di cartelle esattoriali a carico del lavoratore per tasse non versate a fronte di prestazione da lavoro dipendente

 

Modifiche intervenute

Dal 2014 ad oggi alcuni interventi positivi sono stati realizzati:

1)Approvazione della Legge 18/2016 in Emilia Romagna (Testo Unico per la promozione della Legalità) che prevede:

-valorizzazione del rating di legalità e creazione di elenchi di merito, a partire dall’edilizia;

-monitoraggio costante degli appalti pubblici, anche in collaborazione con ANAC;

-riduzione delle Stazioni appaltanti e valorizzazione delle Unioni dei Comuni;

-promozione della responsabilità sociale delle imprese

-misure specifiche per il settore dell’autotrasporto e facchinaggio per contrastare i fenomeni del capolarato e sfruttamento della manodopera

 

 

2)Approvazione Legge n°199 del 2016, cosiddetta “sul caporalato”, che:

- stabilisce che il reato-base si configura anche in assenza di comportamenti violenti, minacciosi o intimidatori, che rappresentano un’aggravante

- introduce il reato anche in capo al datore di lavoro che utilizza, assume o impiega manodopera così reclutata, e che sfrutta e approfitta dello stato di bisogno dei lavoratori

- aggiunge, tra gli indici di sfruttamento, il pagamento di retribuzioni palesemente difformi da quanto previsto dai contratti collettivi territoriali stipulati dai sindacati maggiormente rappresentativi

- fa rientrare il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro tra i reati per i quali è sempre disposta la confisca del denaro e dei beni

 

3)Approvazione Legge di Bilancio 2018 art.1 comma 936 che prevede

- superamento dell’amministratore unico e degli amministratori senza scadenza di mandato e obbligo dell’organo collegiale amministrativo(Consiglio)

- cancellazione dall’albo per cooperative che si sottraggono alla vigilanza o non rispettano le finalità mutualistiche.

 

L’Alleanza delle Cooperative Italiane di Modena, alla luce delle risultanze, formula alcune proposte:

1) approvazione della legge contro le false cooperative, che fra l’altro prevede la cancellazione dall’Albo delle Cooperative e la perdita della qualifica di cooperativa per le imprese non sottoposte a revisioni/ispezioni nel periodo previsto, e la creazione di una cabina di regia in capo al Mise per lo svolgimento dei controlli, che consenta anche di rivolgersi a revisori provenienti da altre amministrazioni;

2) disponibilità ad una convenzione fra il Mise e l’Albo dei revisori cooperativi per estendere la revisione a tutte le cooperative, anche non associate;

3) applicazione della normativa per lo scioglimento delle cooperative che per due anni consecutivi non hanno depositato il bilancio o compiuto atti di gestione (art. 2545 septiesdecies Codice civile, reiscritto da D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6))

4) intervento sulla committenza: in riferimento alla legge 49/2017 che ripristina integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore e con ciascuno dei sub appaltatori, potenziamento dei controlli e rendicontazione periodica da parte delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni di Categoria interessate, in modo da applicare tempestivamente le eventuali misure sanzionatorie previste. Infine, ripristino della tutela penale in materia di somministrazione illecita di manodopera, laddove è stata sostituita da sanzioni amministrative (esternalizzazioni e ambito previdenziale, ex D.Lgs. 8/2016)

 

In allegato le slide del convegno e la presentazione a cura di Vitantonio Lippolis, Coordinatore delle Aree di vigilanza dell'Ispettorato del Lavoro di Modena